Sui passi di Gesù (Mc 10,46-52)

di don Giuseppe Marzano, diacono e seminarista del VI anno

Gesù nel suo cammino verso Gerusalemme si trova a Gerico e lì incontra un cieco, Bartimeo, che è seduto lungo la strada a chiedere l’elemosina. Bartimeo, nel sentire i passi di Gesù, inizia a gridare, a farsi sentire, a fare chiasso: improvvisamente irrompe sulla scena. Quanti sono lì vicino, infastiditi e disturbati da queste forti grida, lo rimproverano per la confusione creata. Gesù, però, lo fa chiamare ed egli, gettando il mantello, balza in piedi e gli corre incontro. Il momento è solenne. Bartimeo, nell’abbandonare il suo mantello, si è liberato dalle cose inutili che lo opprimono e lo rendono impacciato.
Che cosa ha incoraggiato Bartimeo ad alzarsi?La fede in Gesù, Figlio di Davide. La fede lo ha spinto ad abbandonare il suo mantello e a mettersi sulla strada di Gesù: è l’esperienza di chi ha deciso di mettersi in discussione, di maturare e di progredire in una fede sincera e autentica; è l’esperienza di chi incontra il Dio della misericordia che si fa carico delle debolezze e delle difficoltà dell’uomo; è l’esperienza di chi, toccato dallo sguardo rasserenante di Gesù, è pronto a fare la volontà del Padre (cfr. Gv 4,34).
Per Bartimeo inizia un nuovo tempo: è il momento di mettersi in cammino. È terminato, infatti, il tempo della comodità, dello stare seduto ai margini della strada, di stare lì ad attendere che gli diano qualche spicciolo per poter vivere. L’incontro con Gesù è stato per lui vitale: è un uomo libero, perché Cristo lo ha liberato.
Anche noi, come Bartimeo, siamo chiamati a metterci in cammino, per progredire sempre di più nella fede (cfr. 1Ts 4,1) e per essere viandanti nella nostra storia umana, infondendo coraggio, speranza e amore in quanti incrociano il nostro sguardo.
Mettersi in cammino sia l’esperienza di ciascuno di noi durante questo Anno Santo della Misericordia. Accompagni i nostri passi, a volte lenti, a volte veloci, Maria, che «si alzò e andò in fretta» (Lc 1,39) dalla cugina Elisabetta per condividere quanto di grande stava accadendo nella sua vita.

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