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Domenica delle Palme o di Passione

Possiamo rivivere, come una nuova Via Crucis, tutto il viaggio al Calvario, gli avversi schieramenti della folla: chi lo accusava, chi avrebbe partecipato alla sua sofferenza. Tra loro ci siamo anche noi, che nei fatti quotidiani scegliamo da che parte stiamo. C’è Simone, la Veronica, ci sono le pie donne, c’è sua Madre Maria, c’è Lui, che cade e si rialza, viene offeso nel corpo e nello spirito dai soldati, dai vari accusatori, soprattutto dagli scribi e dagli anziani.

V Domenica di Quaresima – Anno A

il Signore non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva. Dio non è d’accordo con la morte. E Gesù è esplicito quando, dal fatto della resurrezione di Lazzaro, fa un’affermazione vera e profonda: «Io sono laresurrezione e la vita», che si ricollega a quanto si afferma nella prima lettura: «Io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalla vostre tombe» (Ez 37,12). Questa sicurezza, questa garanzia data da un orientamento perenne verso l’eternità, non ci deve distogliere l’attenzione dal tempo presente, che è il solo che possiamo vivere e che dipende da noi valorizzare o sbiadire di significato.

IV Domenica di Quaresima – Anno A

Non è la cecità degli occhi che ci impedisce di vedere le cose, ma quella del cuore, la mancanza
di fede, di luminosità interiore, di trasparenza, la stessa persona di Gesù. Può accadere qualsiasi male e cattiveria in mezzo all’umanità, possiamo brancolare nel buio più profondo, ma sappiamo che una luce, che è punto di riferimento, c’è, e ci illumina i passi incerti e il cammino diventa sicuro. Gesù è questa luce

II Domenica di Quaresima – Anno A

Come Gesù da Dio si è fatto uomo, così noi: dal nulla veniamo alla luce e diventati uomini, accogliamo in toto la bellezza della vita. Gesù s’è reso agnello sacrificale. Anche noi, oggi in Quaresima, ci poniamo come offerta-dono per gli altri. Gesù si è fatto Eucaristia: noi ci poniamo come pane e cibo spirituale per nutrire gli altri? Anche noi possiamo arrivare ad essere, come lo sono stati altri Santi, “uomini mangiati”.