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#CARITÀ1 – Esperienze di servizio dei Seminaristi

La vera forza della Comunità, quindi, vuole essere l’Amore che si fa accoglienza gratuita, servizio gioioso, condivisione sincera, educazione esigente, quell’Amore che nasce dalla Croce di Cristo e che “dà la vita ai morti, la libertà ai prigionieri, la vista ai ciechi,” vivendo, fin dall’inizio, l’abbandono fiducioso alla Divina Provvidenza che si manifesta attraverso l’impegno quotidiano e mediante piccoli e grandi gesti di bontà e di generosità di tante persone che credono nella proposta di vita e di fede che viene offerta.

XXXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

L’esistenza umana è caratterizzata da un desiderio di eternità insito nella stessa natura umana. La scienza può constatare la morte del corpo, ma non può dire niente che riguarda tutta l’ampiezza della persona umana, soprattutto lo Spirito. Se il progetto-uomo si bloccasse con la morte del corpo, se non sconfinasse al di là dello spazio e del tempo e non si addentrasse nella eternità attraverso l’immortalità, verso l’assolutizzazione della persona, la vita sarebbe davvero «una passione inutile» (Sartre) e l’uomo resterebbe insignificante nel mondo.

#ANNUNCIO1 – Sinodo

Fare spazio, essere recettivi è per Gesù, come per la lunga tradizione d’Israele che recita ogni giorno l’invito all’accoglienza dell’alterità («Ascolta Israele…», cf. Dt 6,4) alla base del cammino e del discernimento comunitario. È, per noi discepoli di oggi, stile essenziale del processo sinodale, capacità di apertura all’azione dello Spirito che «parla» lì dove si fa spazio filiale e fraterno, lì dove c’è uno che «si fa piccolo per il Regno».

XXXI Domenica del T.O.

Di fronte alle parole e ai gesti generosi di Zaccheo, Gesù afferma: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa”. Da ricco di denaro e da povero nel cuore, Zaccheo è divenuto più povero nei suoi averi, ma più ricco di spirito: è divenuto seguace di Gesù dimostrandolo immediatamente sul posto, nello spogliamento dei suoi beni. Lui dà i suoi beni e Gesù gli dona la salvezza: e questa gli viene donata quando si è svuotato delle cose.

XXX DOMENICA DEL T.O. [C]

“Vuoi sapere perché a me tutto il mondo mi venga dietro? Quelli occhi santissimi [cioè di Dio] non hanno veduto fra li peccatori nessuno più vile, né più insufficiente, né più grande peccatore di me […] non ha trovato sopra la terra e perciò ha eletto me per confondere la nobiltà e la grandigia e la fortezza e la bellezza e sapienza del mondo, acciò che si conosca che ogni virtù e ogni bene è da Lui.”