Il vescovo Gerardo Antonazzo al Leoniano per la Celebrazione eucaristica comunitaria della IV settimana di Quaresima

Giunto ormai, nella IV settimana di Quaresima, al cuore dell’esodo penitenziale, il Pontificio Collegio Leoniano ha celebrato la Messa comunitaria dello scorso mercoledì 14 marzo insieme e sotto la presidenza di S. E. Mons. Gerardo Antonazzo, vescovo della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Mons. Antonazzo ha offerto una lettura vocazionale del testo del Libro del profeta Isaia (Is 49, 8-16) proposto dalla Liturgia della Parola del giorno, rintracciando un criterio prezioso per il discernimento e la formazione al presbiterato nella categoria del servo, presente fin dai primi versetti del secondo “canto del servo sofferente”, che il Vescovo ha commentato legandoli in maniera unitaria al brano della liturgia odierna. Questi permettono di essere descritti mediante alcune linee narrative tipiche dei racconti di vocazione: il dato esterno costituito dall’evento della chiamata ad essere servo («Mi ha detto: “Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria”», v. 3); la consapevolezza da parte del servo dell’ origine profonda e radicale della chiamata ricevuta («Il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome», v. 1); la rivelazione del contenuto della chiamata-missione: il dono della parola (cfr. v. 2 ) e l’estensione della predicazione «fino all’estremità della terra» (v. 6); l’ accertamento da parte del chiamato dell’inutilità di ogni sforzo prima tentato («Io ho risposto: “Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze.”», v.  4); l’auto-comprensione che il chiamato-mandato realizza, nella povertà e nello svuotamento di sé, entro i limiti identificativi dell’elezione divina; la scoperta della dignità della sua condizione di servo: il Signore non lo ha abbandonato, non lo ha dimenticato, ma lo porta disegnato nelle palme delle sue mani (cfr. v. 16).

 

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