Il semaforo di piazza Duomo

di don Domenico Buffone, vicerettore del VI anno

Una volta il semaforo che sta a Milano in piazza Duomo fece una stranezza. Tutte le sue luci, ad un tratto, si tinsero di blu, e la gente non sapeva più come regolarsi. “Attraversiamo o non attraversiamo? Stiamo fermi o partiamo?” Da tutti i suoi occhi, in tutte le direzioni, il semaforo diffondeva l’insolito segnale blu, più blu di quanto il cielo di Milano non fosse mai stato.In attesa di capirci qualcosa, gli automobilisti strepitavano e strombettavano, i motociclisti facevano ruggire il motore e i pedoni più prepotenti gridavano: “Lei non sa chi sono io!” Gli spiritosi facevano battute sarcastiche: “Il verde se lo sarà rubato il commendatore, per fare una villetta in campagna! Il rosso lo hanno adoperato per tingere i pesci ai giardini pubblici! Con il giallo sapete che ci fanno?Allungano l’olio d’oliva!” Finalmente arrivò un vigile e si mise in mezzo all’incrocio a districare il traffico.

Un altro vigile cercò la cassetta dei comandi per riparare il guasto, e tolse la corrente. Prima di spegnersi il semaforo blu fece in tempo a pensare: “Poveretti! Io avevo dato il via libera per il cielo.Se mi avessero capito, ora tutti saprebbero volare …”

Gli uomini sono abituati, come gli automobilisti, a vivere con la testa china sul volante, badando alla strada, ciascuno chiuso nella sua scatola di ferro, preoccupati del lavoro, del denaro, delle mille “grane” quotidiane. L’Avvento è come il semaforo blu. E’ una voce che ti dice: “Aspetta! Stai buttando via un tesoro! Non c’è solo la terra! Guarda su! C’è anche il cielo!” Ma è una voce esile e molti, spesso, la ignorano …

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