Il Leoniano festeggia la “Mater Salvatoris” insieme con gli ex-alunni del Seminario

21 novembre 2017 – Il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, in occasione della Memoria liturgica della Presentazione della Beata Vergine Maria al tempio, celebra, come ogni anno, la Madonna sotto il titolo di “Mater Salvatoris”, alla quale è dedicata la cappella maggiore del Seminario. Per la prima volta sono stati invitati anche gli ex-alunni del Seminario (sacerdoti, religiosi e laici), la cui festa nel calendario della Comunità leonina è usualmente fissata al 25 aprile.

Numerosi gli arrivati, gioiosi di varcare le soglie del Seminario dove un tempo si sono formati e di ritrovarvi i compagni di viaggio nel discernimento del progetto che Dio ha su di loro.

Come da programma, dopo l’accoglienza dei convenuti è seguito l’incontro-conferenza con p. Mario Ariosto Lessi S.J., in passato rettore del Pontificio Collegio Leoniano e docente presso l’Istituto Teologico Leoniano. Partendo dalle affermazioni contenute nel numero 52 del capitolo VIII, La Beata Maria Vergine madre di Dio nel mistero di Cristo e della Chiesa, della Costituzione dogmatica sulla Chiesa Lumen gentium, p. Lessi ha tenuto la sua prolusione sull’analisi del significato del titolo mariano “Mater Salvatoris” e sull’approfondimento del legame che questo mostra di avere, se compreso nella storia della salvezza, in rapporto alla redenzione operata da Cristo, mostrandone le implicazioni a partire dal passo scritturistico «ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge » (Gal 4,4) e illustrando la riflessione teologica concordemente recepita dal Simbolo niceno-costantinopolitano. Al termine della conferenza, la concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo di Anagni-Alatri, Lorenzo Loppa, presenza che al Leoniano va confermandosi come sempre più familiare, che, ispirato dalle suggestioni dell’intervento di p. Lessi, ha esortato, durante l’omelia, al recupero di un senso del tempo capace di introdurre ad una consapevole prospettiva contemplativa che sia indefinitamente protesa al compimento della sua pienezza, perché sia possibile riconoscerne, nella celebrazione e nella vita del tempo presente, delle tappe di sviluppo.

A conclusione della giornata di festa, la condivisione di un buffet in un clima di agape fraterna e di gioiosa amicizia.

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