In viaggio per Servire (Lc 1,39-40.51)

di don Filippo Mitrano, seminarista diacono del VI anno               Questi pochi versetti all’inizio del Vangelo di Luca diventano per Maria un programma di vita. Maria, dopo l’annuncio dell’angelo e dopo aver detto il suo “sì” al Signore, lasciò tutto, si alzò e si mosse per andare incontro alla sua anziana parente. Il suo viaggio non è  per andare a proclamare chissà quale verità, è un viaggio per mettersi al servizio: Maria si mette al servizio di Dio e  lo fa da subito con la sua vita, mettendosi a disposizione per far sì che si compia il disegno di Salvezza, incarnando per prima il comandamento dell’amore; Maria si mette al servizio di qualcuno che, pur non avendo chiesto niente, ha avuto bisogno. Da subito Maria si definisce serva (cfr Lc 1, 38; 48), ed ella serve nel nascondimento e nel silenzio della sua vita “custodendo nel suo cuore”. Non ci è dato di sapere le difficoltà incontrate durante il suo viaggio  o le cose che ha fatto Maria durante questi tre mesi passati dalla parente, ma possiamo immaginarlo. Anche noi possiamo far diventare questi pochi versetti il nostro programma di vita. Come Maria siamo chiamati a metterci in viaggio per donare la nostra vita a Dio e al prossimo. Non sempre riusciamo a cogliere il messaggio di Dio che ci chiama ad incamminarci per servire, e restiamo fermi ad aspettare che qualcosa succeda, o che il prossimo venga da noi, oppure per far vedere il nostro servizio strumentalizziamo gli altri, usandoli per il nostro puro egoismo: ma questo non è servizio. Tutti siamo chiamati a farci carico gli uni degli altri, solo ed esclusivamente per amore, quell’amore che il Signore per primo ci ha donato incarnandosi e morendo in croce per noi, un amore sconfinato che ci apre le porte della misericordia, un amore che ci invita ad amare. Bisogna allora alzarsi e andare in fretta, sulla strada che il Signore ci apre davanti, senza aver paura di lasciare tutto, senza paura di servire, senza aver paura di amare.

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