II Domenica di Avvento – Anno A | Immacolata Concezione

La realtà del “peccato originale”: il rifiuto di Dio per fare noi stessi degli dei. Ce ne accorgiamo dalle ferite che ci condizionano quotidianamente.

Siamo in perenne contraddizione tra il voler essere “puri” e ritrovarsi di fatto “macchiati”, (cfr cap. 7° ai Romani e la descrizione di un poeta latino: “video meliora proboque, deteriora autem sequor” “vedo le cose migliori e le approvo, ma seguo le peggiori”.

La situazione dell’uomo di sempre, non solo potenzialmente soggetto alla corruzione, ma di fatto immerso nella corruzione esige un modello di persona non corrotta. Ci guardiamo intorno e diciamo: “C’è qualcuno/a non corrotto/a oggi?”

Su questo sfondo, si colloca la celebrazione di Maria Immacolata. Solo così l’uomo di oggi guardando la necessità di una persona “immacolata” può vedere in Maria un simile esemplare. È come se si dicesse: “non ne possiamo più di vedere … di sentire … tante malvagità, corruzioni, cattiverie… c’è qualcuna che si salva?” Si, Qualcuna c’è: è Maria. Ne abbiamo davvero bisogno.

Dobbiamo però anche noi imitarne l’esempio: mi permetto di riferire anche in questo contesto una frase che Marx diceva in un’altra situazione: “finora abbiamo fatto delle considerazioni sulla situazione della società: ora è tempo di cambiarla”. Anche noi finora abbiamo contemplato il Modello Maria; d’ora in poi bisognerà imitarlo nella nostra esistenza.

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