II Mistero della Luce |Il miracolo alle nozze di Cana

Proviamo a meditare con gli occhi di Maria…
Dopo tre giorni, vidi di nuovo Gesù a Cana durante un matrimonio. Quei tre giorni mi sembrarono interminabili e fecero eco ai tre giorni in cui Gesù rimase nel sepolcro prima della Sua risurrezione. Le nozze procedevano nel migliore dei modi, era bello per me vedere come Gesù si stava divertendo. D’un tratto notai un po’ di agitazione da parte dei servi che andavano continuamente a parlare con gli sposi. Mi preoccupai, con molta discrezione andai verso le cucine e mi resi conto che il vino era terminato. Guardai Gesù, sapevo che in quel momento solo Lui avrebbe potuto fare qualcosa e mi avvicinai. Al vedermi sorrise e io gli dissi che era finito il vino per il banchetto. Gesù cambiò espressione, con il suo fare pacato rispose: “che ho da fare con te o donna, ancora non è giunta la mia ora”. Rimasi colpita da quella risposta. Di quale ora stava parlando? Perché non mi chiamò Mamma? Dapprima non compresi, solo in seguito avrei capito a quale “ora” Lui si riferiva, soltanto meditando nel mio cuore avrei acquisito la consapevolezza dell’inteso significato che c’era dietro la parola “donna”. Ancora una volta tutto rimandava al Calvario e quelle parole prefiguravano i tre giorni prima della Sua glorificazione. Non mi resi conto che chiesi a Gesù di anticipare la “Sua ora”, ma sapevo che comunque mi avrebbe dato ascolto. Mi rivolsi ai servi dicendo: “Fate quello che Egli vi dirà”. Quelle mie parole fecero eco a quelle del popolo d’Israele che dava il suo consenso all’alleanza con Dio sul Sinai. Le giare piene d’acqua tramutate da Gesù in vino, infatti, anticipavano l’inaugurazione della Nuova ed Eterna Alleanza che Gesù avrebbe stipulato con il Suo Sangue proprio nell’ ora fissata dal Padre ma che ancora non era giunta. Ora la festa poteva continuare, il vino era abbondante, quella sovrabbondanza che solo Mio Figlio può dare. A Cana, ci fu il primo segno e le mie ultime parole. Da quel giorno ogni cosa mi diceva: “Donna ti aspetto al Calvario”. Dopo le nozze meditai tutto solamente nel mio cuore, le mie parole non avevano senso perché era giunta l’ora di ascoltare solamente una voce, la Parola.

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