II Domenica di Avvento | B

Dal Vangelo secondo Marco

Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. Come è scritto nel profeta Isaia:
Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te,
egli ti preparerà la strada.
Voce di uno che grida nel deserto:
preparate la strada del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri
,
si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».

(Mc 1,1-8)

Non mi sembra una cosa di poco conto affermare che Giovanni il Battista è descritto in grande rilievo da Giuseppe Flavio (cfr. Antichità giudaiche, XVIII, 116-119).

Di lui, Flavio dice che Giovanni era “un buon uomo che spingeva i giudei che praticavano la virtù e osservavano la giustizia tra di loro e la pietà verso Dio a venire insieme al Battesimo. E poi aggiunge che Giovanni aveva una grandissima capacità di persuadere la gente, che procura piacere ad ascoltare i suoi sermoni. Per questo Erode, per paura di una sedizione, lo mise in carcere nella fortezza di Macheronte e colà lo uccise”.

Giovanni per vederlo come di fatto è, più vicino a noi, oggi lo presentiamo come uno dei tre personaggi principali che ci accompagnano al Natale. L’altro è Isaia, presente nella prima lettura di oggi e Maria che contempliamo da Immacolata prima, e poi come Madre di Gesù, donato da lei all’umanità intera.

Il Vangelo di oggi ci presenta tante sfaccettature di Giovanni. Ma prima l’evangelista Marco ci dà un anticipo di quello che ci sta proponendo, e la cornice entro la quale Giovanni svolge la sua missione.

  • PRINCIPIO DEL VANGELO DI GESÙ CRISTO, FIGLIO DI DIO.

È un’apertura solenne. È il gioioso annuncio di qualcosa di nuovo che sta arrivando: è la proclamazione di un’opera che compie Gesù, e di un messaggio che lo riguarda. Lui è il soggetto e l’oggetto; anzi è Lui stesso la Buona notizia. Lui è la risposta definitiva alle domande dell’uomo. Ma chi è questo Gesù? È il Figlio di Dio sic et simpliciter. Giovanni è dunque il protagonista di questo messaggio. Ma ci si rimanda sia a Malachia (3,1a) sia a Es 23,20 e soprattutto a Isaia, che viene esplicitamente menzionato per capire quello che si sta verificando e si sta rivivendo di quanto era stato preparato.

  1. Giovanni è colui che parla nel deserto;
  2. Quello che prepara le vie del Signore;
  3. Predica un battesimo di conversione per il perdono dei peccati;
  4. Aveva uno stile di vita penitenziale, vestito di peli di cammello e con una cintura di cuoio attorno ai fianchi e si cibava di locuste e di miele selvatico;
  5. Proclamava che sarebbe venuto uno più forte di lui e di cui, lui stesso, non era degno di sciogliere i legacci dei suoi sandali; Giovanni poi battezzava nell’acqua. Lui nello Spirito Santo, vediamo più da vicino queste affermazioni.
  • Giovanni parla nel deserto: non vuol dire che nessuno lo sente e che la sua predicazione cade nel vuoto. Significa piuttosto che “nel deserto” si incontra Dio (cfr. Osea 2). Là ci si ricorda, nel silenzio, ciò che ha detto e fatto il Signore. Quello è il luogo di transito tra la schiavitù di Egitto e la Terra Promessa dove scorre latte e miele.

È luogo di privazione, di digiuno, di riflessione, di desiderio di una patria, di un riposo e una quiete dopo aver vagato tanto. Là è più facile ascoltare l’essenziale per viverlo e mettere da parte il superfluo per rifiutarlo, perché c’è modo di capire e discernere ciò che conta nella vita e ciò che non conta.

  • Prima che arrivi Gesù, si trovano strade impervie, vallate scoscese, montagne difficili da scavalcare. Tra noi e Gesù ci sono tanti ostacoli di mezzo e le strade non sempre sono percorribili. C’è qualcuno che, pagando di persona, si prende la responsabilità di rendere il percorso più agevole e praticabile. Giovanni è colui che ha preparato per primo, tra i tanti, la strada per arrivare a Gesù.
  • Predica un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Noi sappiamo che più di qualcuno ipotizza che Giovanni il Battista, per quando diceva e per quanto faceva, è stato accostato alla comunità di Qumran, precisamente per uno stile di vita che sembra rassomigliare a quanto si dice nella “Regola della Comunità”. I componenti di questa setta praticavano generalmente ripetute abluzioni rituali e purificazioni. Però quando dei pagani desideravano far parte di questa comunità, c’era una specie di “battesimo” dei proseliti che era unico e definitivo, anche con sempre significato liturgico-sociale. Qual è la differenza? Che a differenza dei “battesimi” degli aderenti della comunità di Qumran, quello di Giovanni aveva un aspetto morale, di conversione, tale che si potesse ottenere il perdono dei peccati punto. In questo il Vangelo dà al battesimo il valore più vicino a quello di Gesù rispetto a quanto dice Giuseppe Flavio, secondo il quale il battesimo di Giovanni era “per la purificazione del corpo [si rifarebbe, dunque allo spirito delle comunità di Qumran] in quanto certamente l’anima è già purificata in anticipo per mezzo della giustizia”.
  • Quando Gesù parlerà di Giovanni Battista dirà: “che cosa siete andati a vedere nel deserto? Un uomo avvolto da morbide vesti? Coloro che portano morbide vesti sono nei palazzi dei re” (Mt 11,8). Giovanni aveva uno stile penitenziale che ben si addice alla preparazione al Natale attraverso l’Avvento. Mi permetto di suggerire che proprio in questo periodo in cui tutti corrono “agli ultimi acquisti”, si attenda dai cristiani, una sobrietà di vita, con spirito di attesa “cristiana” del Natale del Signore. È veramente tempo di “agere contra”, di andare contro corrente. Una delle ragioni per cui è stato operato “il furto del Natale” a vantaggio del consumismo, è proprio l’allineamento del nostro stile di vita a quello dei pagani, in questo tempo.

Il Covid, non mi fraintendete, è un’occasione perché possiamo attendere l’avvento del Signore e viverlo andando alla sua spiritualità e alla sua essenzialità: Cristo nasce come compagno di viaggio degli uomini. Cerchiamo di comprenderne almeno noi la portata.

  • Giovanni riconosce bene sia il suo ruolo, sia la sua “funzione” che arriva a dire che verrà uno più forte di lui al quale non è degno di chinarsi per sciogliere i legacci dei suoi sandali: opera, questa, degli schiavi. Capisce più dove lui può arrivare, quali siano le sue possibilità, ma capisce anche quali siano i suoi limiti. Gesù è l’Atteso, non è Giovanni. Basta pensare al contenuto e al modo del battesimo. Giovanni battezza con acqua ma Gesù con lo Spirito Santo: la stessa differenza che c’è tra la terra e il cielo, tra gli uomini e Dio. Giovanni dà i presupposti per la conversione, per la purificazione, per il perdono dei peccati, e lo farà nell’elemento visibile che è l’acqua (essa lava, purifica) ma in Cristo, nel suo battesimo si diventa figli stessi di Dio. Ce lo dice efficacemente San Giovanni (I lettera 3,1): “Vedete quale grande dono ci ha dato il Padre: non soltanto di essere chiamati suoi figli, ma di esserlo per davvero!”.

Puntualizziamo questi e altri elementi di riflessione per il nostro avvento.

  1. La portata del Vangelo come sintesi del messaggio della vita di Gesù.
  2. In che senso e in che modo io oggi posso essere precursore di Gesù.
  3. Come tu puoi vivere il deserto in questo mondo così convulso?
  4. Quali sono oggi nella società le valli, le colline e i monti da spianare? Quali mezzi per farlo?
  5. Ti dice niente il modo di vestire di Giovanni? Non sembra che oggi ogni festa sia occasione per ben vestire, mangiare, divertirsi e poco di riflettere, convertirsi, far penitenza? Siamo esseri fuori dalla storia se ci prepariamo al Natale con spirito penitenziale?
  6. Il battesimo che abbiamo ricevuto è unico, ma l’esortazione alla conversione è continuativa e sempre nuova.
  7. Oggi io rinnovo lo spirito del mio battesimo.
  8. Come prepari il tuo cuore nel suo intimo per ricevere Gesù?

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