Via Crucis | Gesù è condannato a morte

Via crucis

Introduzione

Con Maria vogliamo ripercorrere gli ultimi istanti della vita terrena di Gesù, l’uomo giusto, trattato come un malfattore, incompreso e ritenuto un bestemmiatore per aver rivelato la sua identità di Figlio di Dio. Proviamo a meditare sul sacrificio di Cristo lasciandoci aiutare dallo sguardo di Maria, la Madre addolorata, che associata alla Passione del Figlio, ha accolto, pronunciando nuovamente il suo “eccomi”, la missione di essere la Madre del nuovo popolo, la Chiesa, nata dal fianco squarciato di Gesù. Rivolgiamo, pertanto, il nostro sguardo alla croce di Cristo, che bagnata dal sangue del Salvatore, è divenuta per quanti credono in Lui, strumento di salvezza, albero di vita. Lasciamoci provocare, quindi, dalla croce perché possiamo comprendere che solo attraverso di essa si può giungere a contemplare il Signore risorto. Essa si pone come passaggio ineludibile verso la risurrezione. Meditiamo la via della croce lasciandoci accompagnare da Maria, per imparare da lei ad accogliere il progetto che il Signore ha sulla vita di ciascuno di noi, e trovare così il coraggio di non fuggire dalla croce, ma di farsene carico per seguire il Maestro.   

I STAZIONE
GESÙ È CONDANNATO A MORTE

Arrivò la sentenza e la Vergine non si stupì di quel verdetto. In fondo, la sua vita era già stata segnata il giorno in cui Erode decise di mettere a morte tutti i bambini pur di trovare il Bambino della profezia. È come se la morte lo avesse inseguito fin dal primo battito della sua umana vita e, quel giorno, Lui si consegnò liberamente ad essa.

Fu straziante per Maria vedere come il giudice fosse giudicato, l’innocente fosse condannato, il Signore del cielo fosse considerato indemoniato.

Come Madre si sentì giudicata anche lei. Quelle urla, quelle imprecazioni, le sentì rivolte a sé stessa. In Maria quelle parole di rifiuto provocarono grande dolore. Esse divennero antitesi alla benedizione del suo grembo che un giorno si era levata dalla folla mentre Gesù predicava.

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