Etica filosofica

Il corso di etica si pone come obiettivo una ricerca che intende individuare le condizioni per un discorso etico riconosciuto e condiviso nel contesto contemporaneo.

Il percorso si svolge in quattro tappe.

  1. Il punto di partenza va individuato proprio nel frantumato contesto culturale contemporaneo, che ha eroso le basi tradizionalmente riconosciute come fondanti la ricerca di criteri di azione validi: il comandamento divino, la natura, sotto alcuni aspetti persino il buon senso. Viviamo in un’età di estraneità morale reciproca, siamo “stranieri morali” (Engelhardt). La ricognizione delle questioni che la ricerca etica trova davanti a sé è così il primo passo da compiere nella direzione sopra indicata.
  2. il secondo passo sarà quello della definizione più precisa delle matrici teoretiche che hanno originato l’incertezza etica contemporanea. In particolare, ci si concentrerà sulla critica alla tradizione della filosofia morale operata da alcuni filosofi della seconda metà dell’’800, segnatamente Marx, Nietzsche e Freud, definiti “maestri del sospetto” (Ricoeur). La disamina critica delle rispettive posizioni teoretiche, rivolta a metterne in luce l’insufficienza conclusiva, sarà nondimeno attenta a cogliere l’istanza etica di fondo, rimasta sostanzialmente inespressa o, forse meglio, non riconosciuta e fuorviata nella loro proposta filosofica.
  3. Chiarito il contesto culturale e le provocazioni che rivolge alla ricerca teorica, al fine di proporre una prospettiva di ricostruzione di un orizzonte etico condiviso, premessa per una ulteriore risoluzione di questioni eticamente sensibili ed oggi fortemente controverse, si affronteranno due nodi, individuati come caratterizzanti la ricerca etica del tempo che viviamo: la questione della universalità della norma, insidiata dall’approccio relativistico che nega la possibilità di affermare un valore vincolante per tutti, e la questione della libertà della coscienza, che il determinismo biologistico e scientista intende ridurre a processo geneticamente determinato. Detta analisi farà emergere che la tensione etica rimanda alla relazione imprescindibile tra una norma, che fornisca un criterio di valutazione e di azione generale e superiore l’orizzonte particolare del singolo agente morale, e la libertà di una coscienza, che responsabilmente assume il compito dell’azione.
  4. Affermati i poli formali dell’arco etico, la ricerca si sposta sul lato della definizione di un perimetro minimale di validità del principio, a partire dal quale avanzare nella ricerca dell’agire giusto, cioè eticamente valido. Adottando una prospettiva storica, che si manifesta anzitutto nell’appartenenza ad una tradizione culturale, e facendo perno attorno ad una ontologia della dipendenza, riconoscente la condizionatezza del soggetto agente, si proporrà di recuperare il carico vivo della tradizione nella quale siamo inseriti, che può essere individuato nella salvaguardia della dignità infinita dell’essere umano. La ricostruzione della risposta etica andrà pertanto cercata nella coerenza delle sue singole affermazioni tra di loro e con il principio normativo, secondo un metodo di simulazione che, nello sviluppo delle conseguenze delle affermazioni etiche, ponga la questione della praticabilità e vivibilità delle stesse.

TESTI

– A. MacIntyre, Dopo la virtù, Armando, Roma, 2007

– W. Fratticci, Le domande dell’etica, www.mondodomani.org/dialegesthai

– W. Fratticci, Per una ricostruzione della risposta etica, Pro Manuscripto

Un’antologia di testi filosofici e di materiali utili verrà fornita dal professore nel corso delle lezioni. (qui)

prof. Walter Fratticci

 

Seminario regionale del Lazio-sud e delle diocesi suburbicarie