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la storia del GaVoc al Leoniano

di Mattia Bahr, seminarista del secondo filosofia

Il gruppo di animazione vocazionale nel Pontificio Collegio Leoniano fu fondato nell’anno 2003/2004; il primo presidente su Gianni Buccitti. Dopo alcuni anni di sperimentazione, venne dato al gruppo un Orientamento Organico, che programmaticamente si presentava come << orientamento che specifica la direzione verso cui dirigere l’attenzione nel segno della verità e dell’autenticità >>. Venne presentato il 21 giugno 2007 e approvato il 12 novembre 2007 durante la presidenza di Giovanni Calao.

Tale organico ricorda le motivazioni iniziali che spinsero alla fondazione del gruppo, propone i fini dello stesso, stabilisce le modalità di partecipazione e di elezione dell’equipe, e pone l’intero GaVoc, insieme con le sue attività, sotto il patrocinio di San Luigi Gonzaga.

*Il documento presenta l’istituzione del gruppo come segno di fedeltà al mandato di Gesù di pregare perché il padrone della messe mandi nuovi operai nella sua messe (cfr. Lc 10,2): i seminaristi, << certi della promessa di Dio “vi darò pastori secondo il mio cuore” (Ger 3,15), hanno costituito il GaVoc con il chiaro intento di pregare per le vocazioni e sensibilizzare i seminaristi stessi alle tematiche vocazionali >>. L’impegno originario è quindi << pregare affinché il Signore tocchi il cuore e la mente delle persone >>, spingendole ad essere suoi autentici testimoni e a portare Dio fra gli uomini.

*I fini che il GaVoc si propone sono: la sensibilizzazione dei seminaristi alle tematiche vocazionali, la promozione della preghiera per le vocazioni, l’essere ponte fra il Centro Nazionale Vocazioni e il Seminario; si esclude inoltre che il gruppo abbia fini di lucro e che possa promuovere attività a tale scopo, anche se a fine benefico.

*Il documento dichiara esplicitamente che sono membri del GaVoc tutti i seminaristi e tutti gli ex alunni del Pontificio Collegio Leoniano, << in un contesto di collaborazione e corresponsabilità >> (secondo quanto detto per il presidente).

*Fermo restando il << diritto/dovere di partecipare, promuovere e sostenere >> esteso a tutti, viene formata un’equipe con << il compito principale di coinvolgere tutta la comunità >>. Tale equipe è composta da un presidente e da un segretario, entrambi a carica annuale, rieleggibili solo ad un secondo mandato, e di due o più responsabili per la preghiera, per le riviste ed altri eventuali materiali.

Nel corso della storia più che decennale di questo gruppo, alcuni eventi sono stati significativi. Oltre alla decisione di dotarsi di un organico nell’anno 2007/2008, ricordiamo la scelta unanime di don Franco Risi come assistente spirituale del GaVoc il 15 maggio 2009, durante la presidenza di Gabriele D’Annibale; dall’anno 2010/2011, con la presidenza di Lorenzo Ucciero, esiste uno spazio dedicato al GaVoc sul sito del Seminario; Si segnalano, inoltre, tra le pubblicazioni a cura del Gruppo di Animazione Vocazionale, due Quaderni GaVoc.

Quest’anno 2016/2017 l’equipe è composta da Francesco Contestabile, presidente, Pietro Larin, segretario, e Samuele Orlandi, Marco Lombardozzi e Mattia Bahr, responsabili, rispettivamente, di preghiera, bacheca e riviste. L’obiettivo fondamentale stabilito all’inizio dell’anno è recuperare lo spirito originario del GaVoc, voluto e fondato come gruppo di preghiera e di stimolo alla preghiera. Le principali iniziative scelte per raggiungere tale obiettivo sono il Monastero Invisibile mensile, totalmente rivisto nella veste grafica, l’animazione dell’adorazione eucaristica mensile, l’animazione della pia pratica delle Sette parole con il GaMis, la veglia in collaborazione con il Centro Diocesano Vocazioni della diocesi di Anagni-Alatri, il costante aggiornamento della bacheca con novità e spunti di riflessione.

 

Grazie per… consolare gli afflitti!

DALLA SECONDA LETTERA DI SAN PAOLO APOSTOLO AI CORINZI (1,3-7)

Sia benedetto Dio,Immagine1 Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio. Poiché, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione. Quando siamo tribolati, è per la vostra consolazione e salvezza; quando siamo confortati, è per la vostra consolazione, la quale vi dà forza nel sopportare le medesime sofferenze che anche noi sopportiamo. La nostra speranza nei vostri riguardi è salda: sappiamo che, come siete partecipi delle sofferenze, così lo siete anche della consolazione.

Ma chi sono gli afflitti ? E che cos’è la consolazione? Perché consolare gli afflitti è un’opera di misericordia?
Gli afflitti sono coloro che non riescono a dare una spiegazione alle proprie o altrui sofferenze. E’ l’esperienza di Giobbe che risponde ai suoi amici che vogliono consolarlo :” perché dunque mi consolate invano, mentre delle vostre risposte non resta che inganno?” ( Gb 21,34); l’esperienza  della sofferenza diventa incomprensibile pensando a Dio.
La vera consolazione è quella in cui riesci a stare nell’afflizione dell’altro – in qualche modo – rispettando la solitudine in cui vive a motivo della sofferenza facendosi prossimo e facendo sperimentare la consolazione del Signore. non dimentichiamo che il “grande” Consolatore nel vangelo di Giovanni  è lo Spirito santo che continua l’opera di consolazione di Gesù fino al giorno in cui “ tergerà ogni lacrima dai loro occhi, non ci sarà più la morte, né il lutto, né il lamento, né l’affanno, perché le cose di prima  sono passate”. ( Apoc. 21,4)
Perché consolare gli afflitti è un’opera di misericordia  ce lo spiega San Paolo in 2 Cor 1,3-7 … difficile da razionalizzare in quanto essere afflitti è una situazione di felicità perché si è nella condizione di essere consolati. Sembra quasi un paradosso che trovarsi nell’afflizione sia motivo di esultanza perché veniamo
consolati dal Signore. Ci viene in aiuto Maria ai piedi della croce (Gv 19,25): Maria che consola Gesù con la sua sofferenza di madre e Gesù che consola la madre preoccupandosi del suo futuro … l’attenzione all’altro che diventa donazione per l’altro.

Don Domenica Buffone, vicerettore del VI anno