Buon Viaggio (C. Cremonini, 2015)

di Riccardo Spignesi, seminarista del I filosofia

Lo stesso Cesare Cremonini, nella sua pagina ufficiale di Facebook, ci fornisce l’interpretazione di questo brano in cui spiega che il viaggio è visto come un obbligo a lasciarsi andare, prendendo la strada più lunga, e anche la più difficile, ma che ci conduce alla meta. È una canzone che ci spiega quanto sia importante trovare il coraggio di prendere la strada che porta più lontano: “lasciare tutto indietro e andare, partire per ricominciare, ché non c’è niente di più vero di un miraggio. E per quanta strada ancora c’è da fare… amerai il finale”. Questo pezzo rappresenta una ventata di positività che sprona l’ascoltatore a godersi quello che è il nostro viaggio più importante, ovvero la vita. La prima strofa ha, infatti, tutto il sapore della partenza: l’augurio del buon viaggio, qualunque esso sia e qualunque sia la sua durata, “una vita o solo un giorno”. La seconda parte del ritornello, invece, esorta alla condivisione, senza la quale non saremmo vivi. Quanto è importante avere dei punti di riferimento attorno a noi per poterci orientare, confrontare e rassicurare durante il tragitto. Dovremmo essere capaci di cercare un ordine nella nostra vita attraverso la vita di un’altra persona. La seconda strofa, che passa all’aspetto del viaggio come vita, ci ricorda che, se ponessimo un pizzico di attenzione in più, ci accorgeremmo che, tutte le meraviglie che cerchiamo, le abbiamo “sul palmo di una mano” e che dovremmo prendercene cura! Si ha poi una metafora sui “compagni di viaggio”, sulle persone che ci accompagnano quotidianamente: “Chi ha detto che le stelle puoi guardarle solo da lontano”? Se ti avvicinassi di più a loro, non riusciresti a goderti uno spettacolo ancora più grande? Delle relazioni ancora più intime e forti? Infine Cesare chiude proprio ripetendo la prima strofa, come a ricordare che il viaggio non finisce mai, che si deve sempre ripartire e che il “come farlo” dipende solo da noi. Quindi rifacciamoci gli auguri di buon viaggio e impariamo a ripartire di continuo (portandoci dietro l’insegnamento di ogni esperienza) e soprattutto, come ripete anche sul finale, “share the love!”: condividiamo!

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