Camminare di pari passo: stili diversi ma concordi

Siamo all’inizio ufficiale del nuovo anno accademico e formativo al Pontificio Collegio Leoniano di Anagni. Lo scorso 25 ottobre si è tenuta la cerimonia d’inizio, aperta dai saluti del rettore, don Leonardo D’Ascenzo, e del direttore dell’Istituto teologico Leoniano, il prof. Filippo Carcione; in seguito mons. Vincenzo Apicella, vescovo di Velletri-Segni, ha tenuto la sua […]

“LA MEGLIO GIOVENTÙ”: TORNARE INDIETRO PER ANDARE AVANTI.

di Salvatore Barretta, seminarista del III teologia

Commento ispirato al film “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana.

Nicola e Matteo Carati sono due fratelli nati e cresciuti in una famiglia della Roma degli anni ’60, studenti universitari che vivono e che vogliono vivere “la meglio gioventù”. Nicola, carattere estroverso, propositivo, ottimista, mente creativa, studia medicina per diventare psicanalista e per mettere a disposizione la propria abilità verso chi non ha un equilibrio di vita; Matteo, invece, più riservato, amante dei libri, vive nella riflessività degli eventi, fugge gli sguardi, parla poco e quando lo fa cerca dei punti fermi, come lui stesso confessa quando dice di “cercare regole da applicare”, per questo diventa poliziotto. Nicola, anche se intuisce le difficoltà del fratello, non comprende a pieno il suo disagio giudicante del mondo, così come non riesce ad afferrare quello della propria compagna e convivente, Giulia, che col tempo, appesantita dal ruolo predominante dello Stato italiano, desidera sempre più unirsi alle Brigate Rosse. Quando Giulia decide di andarsene definitivamente di casa, Nicola tenta di fermarla mettendosi davanti alla porta ma, trovandosi di fronte il volto disperato di una donna che si sente soffocata, si convince che il suo “voler impedire il male” non permette la libertà di quella donna. Leggi di più a proposito di “LA MEGLIO GIOVENTÙ”: TORNARE INDIETRO PER ANDARE AVANTI.

Ritornare per capire (Gv 21,1-19)

di Pietro Bonome, seminarista del VI anno Pietro ritorna al passato, ritorna al suo vecchio mestiere, quello di pescatore. Egli non sa far altro che quello; ancora non ha capito che il suo ruolo è annunciare a tutte le genti il Vangelo di Gesù Salvatore, il quale è morto e risorto. Lui come anche i […]

Il sogno di Giuseppe (Mt 1,18-25)

di Alessandro casaregola, seminarista del VI anno Sulla scia della cosiddetta “genealogia” di Gesù, in cui ci viene presentato come Dio sia entrato nella storia dell’uomo, l’evangelista Matteo riprende ora l’argomento da un’altra prospettiva, e cioè dal modo concreto attraverso cui noi stessi siamo chiamati ad accogliere e accettare l’arrivo di Dio nella nostra storia, […]