L’amicizia… tra le mani

Giorgio, un ragazzo di 13 anni, passeggiava sulla spiaggia insieme alla madre.  A un  tratto le chiese: “Mamma, come si fa a conservare un amico quando finalmente si è riusciti a trovarlo?”

La madre meditò qualche secondo, poi si chinò e prese due manciate di sabbia. tenendo le palme rivolte verso l’alto, strinse forte una mano: la sabbia le sfuggì tra le dita e quanto più stringeva il pugno, tanto più la sabbia sfuggiva. Tenne invece l’altra bene aperta, la sabbia vi restò tutta. Giorgio osservò stupito, poi esclamò: “Capisco”.

 

Approfondimento della settimana

La storia del Gloria al Padre
Già nei primi secoli cristiani, i fedeli usavano recitare la prima parte del “Gloria Patri”, accompagnata dal segno di Croce, come una professione di fede ispirata al testo del Vangelo di Matteo: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo” (Mt 28,19).
Con l’aggiunta della seconda parte “com’era nel principio” diventa una formula di lode e di acclamazione della Trinità, la cosiddetta dossologia di Origene: “Gloria al Padre, CON il Figlio, e PER lo Spirito Santo” che si trasformò nella parola d’ordine degli Ortodossi.
Un’iscrizione siriaca del 396, ad evitare diversità di interpretazioni teologiche, mutava già tale formula in “Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo”. Propria delle sole Chiese d’Occidente (ma non della Spagna) è la seconda parte “Sicut erat in principio” introdotta nel V secolo come protesta contro l’eresia ariana.
Sia i Greci che i Latini aggiungono poi “Et nunc et semper et in saecula saeculorum. Amen”, forma assai usata nel linguaggio biblico (cfr. Rm 16,27; Ebr 13,21).

Per Romano Guardini, il segno di croce rappresenta l’offerta continua di noi stessi alla Trinità. Scriveva :” Quando fai il segno di croce, fallo bene. Non rattrappito, così affrettato, tale che nessuno capisce cosa debba significare. No, un ampio segno di croce, giusto, cioè lento, largo,dalla fronte al petto, da una spalla all’altra. Senti come ti abbraccia tutto? Raccogliti dunque bene; raccogli in quel segno tutti i tuoi pensieri, tutto l’animo tuo… Ti avvolge tutto, corpo ed anima, ti consacra, ti santifica. Pensieri e volontà, senso e sentimento, agire e patire, tutto vi viene irrobustito, segnato, consacrato nella forza di Cristo, nel nome di Dio Uno e Trino”

cfr. I santi Segni, Morcelliana, Brescia 1942, p.189

di don Domenico Buffone
vicerettore del VI anno

 

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